Meraviglie del Sud Est Asiatico. Parte 2

Sud Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017)
Senza dubbio il posto più caldo dove sono stato, il Kalimantan (parte indonesiana dell’isola del Borneo) è una regione verde popolata da gente semplice e meravigliose specie animali. Purtroppo, per quel che ho potuto vedere, la maggior parte del verde citato presente è quello delle palme da olio, le cui piantagioni sono estese a perdita d’occhio sul territorio. Per fortuna esistono grandi aeree protette, dalla vegetazione intatta, casa di alcune creature a rischio di estinzione come l’orangotango, simbolo del Borneo, la cui visita era il mio primo obiettivo di viaggio.

Strade del Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017). Le infinite vie saliscendi nello spettacolare paesaggio a nord di Nanga Bulik, tranquilla cittadina dove stato ospite di una graziosa famiglia. Ricordo che ogni tanto incontravo impressionanti crateri nell’asfalto,da fare invidia alle strade del pavese. Al centro della foto si intravede un’ordinata piantagione di palma da olio, in primo piano invece parte di foresta, che fortunatamente è ancora presente nelle zone più montuose.
Pescatore a Nanga Bulik, Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017). Uno scooter è l’ideale per esplorare il territorio, inoltre è l’unico modo per prendere un po’ d’aria… Il carburante si trova in bottiglia all’esterno di qualche negozio della cittadina. Il mezzo mi era stato messo a disposizione dalla famiglia.
Giungla, Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017)
Piantagioni di palma da olio a nord di Nanga Bulik, Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017). E un camion carico dei suoi frutti, da dove si ottiene il famigerato olio, che in Indonesia si usa comunemente per friggere. Negli ultimi anni la richiesta di tale prodotto da parte di alcune multinazionali è stata talmente ampia che per soddisfarla in questi paesi (habitat ideale per la pianta) si è ricorso alla distruzione massiva e incontrollata di foreste vergini, per far spazio a queste piantagioni. Molte aziende italiane come la Mulino Bianco hanno escluso l’olio di palma dagli ingredienti dei loro prodotti. Personalmente da qualche tempo leggo le etichette ed evito i brand che ne fanno ancora uso. Faccio un po’ fatica con i grisbì al cocco, ma ci sto lavorando.
Famiglia di orangutan al Tanjung Puting National Park, Kalimantan, Borneo, Indonesia (2017). Il Tanjung Puting (gia trattato qui https://marcozaffignani.com/?p=666, è un Parco Nazionale sito nel Kalimantan sud-occidentale, la sua mission principale è la salvaguardia di specie a rischio come l’orangutan, il cui habitat originario è stato in gran parte distrutto per far spazio alle coltivazioni intensive di palma da olio. Il parco è visitabile solamente tramite tour di due o più giorni via fiume, navigando le misteriose acque del Sungai Sekonyer, che lo attraversa, a bordo di Klotok, tipiche imbarcazioni locali. Prenotai il tour (300 euro circa) presso l’hotel dove alloggiavo, a Kumai, condividevo l’imbarcazione con altre cinque persone ed è stata un’ esperienza straordinaria. Oltre alla possibilità di incontrare bellissime creature, ricordo i suoni della foresta al risveglio sul fiume; i canti dei gibboni e degli uccelli aumentavano in intensità di pari passo con la luce ambientale.
Questa fotografia è arrivata al “final round” di giudizio al Wildlife Photographer of the Year 2020, il più prestigioso concorso di fotografia naturalistica, purtroppo senza però riuscire ad essere inclusa tra le vincitrici. Resta comunque per me un’enorme gratificazione.
Una famiglia in abiti tradizionali sul fiume Sekonyer, Tanjung Puting National Park, Kalimantan, Indonesia (2017). All’interno del parco, oltre ai centri di recupero e ricerca, sono presenti i villaggi delle popolazioni locali. In quel periodo si celebrava il Ramadan e le donne in foto erano elegantemente vestite per l’occasione. L’Indonesia è uno paese a prevalenza musulmana.
Laboratorio di “bakso” al mercato di Kumai, Kalimantan, Indonesia (2017). Nel Sud Est Asiatico, se avanza tempo tra uno spostamento e l’altro, consiglio di alzarsi presto e visitare un mercato qualsiasi, dove non è raro imbattersi in situazioni curiose e divertenti. Vi si vende l’inimmaginabile e i profumi e gli odori percepiti difficilmente verranno dimenticati. Kumai è una cittadina portuale da dove partono le imbarcazioni per il Tanjung Puting National Park. Nella foto un uomo getta del ghiaccio in una specie di tornio per raffreddare l’impasto, in un laboratorio che produce bakso, le famigerate polpette di carne indonesiane, onnipresenti nei baracchini di street food. La gente porta qui la propria carne a tocchetti per trasformarla in queste apprezzate polpette.
Un “taxiboat” trasporta passeggeri e i loro motorini da una sponda all’altra del fiume a Kumai, Kalimantan, Indonesia (2017).

I mezzi di trasporto urbani nel Sud Est Asiatico
Credo che i periodi di transito in viaggio siano una delle parti che preferisco. Forse è l’eccitazione del cambiamento, del pensiero di stare per raggiungere luoghi diversi e spesso ignoti, di ricominciare da un’altra parte. Insomma lo spostarsi crea una particolare energia positiva, ancor di più se condivisa con la gente del posto, che a sua volta può discostarsi da quella che può essere normale routine semplicemente dal nostro incontro. Treni, taxi, mototaxi, bemo, tuk tuk, sono solo alcuni dei mezzi di trasporto che nel Sud Est Asiatico possono permettere questa specie di contaminazione. Inoltre l’approccio e le regole ad essi associati si discostano parecchio dai più rigidi adottati nel nostro paese, aumentando dunque il divertimento. Ciò li rende una Meraviglia del Sud Est Asiatico!

A bordo di un bemo alla periferia sud di Jakarta, Indonesia (2018). Il bemo è un furgoncino con sedili a mo’ di panca per i passeggeri all’interno. Ne esistono di chiusi, a cui si accede da sportelli laterali, oppure di semi aperti, a cui si accede dal retro. E’ difficile trovarne uno uguale ad un altro in quanto gli autisti tendono a personalizzarne carrozzeria ed interni. Hanno percorsi più o meno prestabiliti e caricano/scaricano i passeggeri ovunque vogliano. Questo ovviamente può essere un vantaggio, ma talvolta allunga notevolmente il viaggio! E’ una soluzione piuttosto economica sia in città che nelle zone periferiche. E’ consuetudine che a bordo vi siano più persone che posti a sedere, inoltre alcuni hanno installata una TV che trasmette video musicali nazionali ad altissimo volume. Il ricorso al clacson è molto frequente in questi paesi, ad esempio lo si usa per segnalare un sorpasso.
A bordo di un bemo nel caos di Jakarta, Indonesia (2018).
A bordo di un autobus di linea a Jakarta (2018). I bus sono sostanzialmente come i nostri. Il biglietto si fa a bordo ed è impossibile farla franca (questo vale tutti i mezzi di trasporto) in quanto è sempre presente una seconda persona, oltre all’autista, che si occupa esclusivamente di questo.
A bordo di un tuk tuk nelle strette via del centro di Jakarta, Indonesia (2018). Il tuk tuk è un motocarro a tre ruote con installata una panca (o due) nel vano posteriore per ospitare i passeggeri. Le sue dimensioni ridotte lo rendono perfetto per percorrere piuttosto agilmente le intasatissime vie dei centro città asiatici. Gli autisti di tuk tuk hanno abilità di guida sbalorditive e riescono a passare dove non penseresti mai. Sono ovviamente economici, ma parecchio scomodi per via della seduta bassa e stretta. Come i bemo sono personalizzati nel’aspetto dalla fantasia dell’autista.
L’autista di un tuk tuk tenta di spiegare al poliziotto che dobbiamo raggiungere la stazione dei treni, Jakarta, Indonesia (2018).
I divieti sui treni di Jakarta, Indonesia (2018). Tra questi ce n’è uno curioso, in basso a sinistra infatti vi è il divieto di consumare il durian, un frutto asiatico molto ambito, grosso come un’anguria e dalla scorza piena di spuntoni. La sua particolarità è quella di avere la polpa dal tanfo e il gusto paragonabili a quelli della cipolla marcia. Alcuni di questi frutti sono talmente grandi che nemmeno il loro albero riesce a sostenerli, di fatto piegando i rami fino a toccare terra. Ho conosciuto il sapore del durian in Thailandia e sperato di non doverlo rincontrare. Purtroppo era l’ingrediente principale della torta preparataci dalla famiglia che ci ha ospitati a Nabire, West Papua. Come dire, a volte ritornano!


Grazie per la visita, commenti, apprezzamenti e condivisioni sono graditi.

A presto!



Testi e fotografie di Marco Zaffignani

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