Meraviglie del Sud Est Asiatico. Parte 1

Ciao, è arrivato il momento di omaggiare il Sud Est Asiatico anche dal punto vista paesaggistico e culturale (gli animali li trovate qui, in precedenti articoli: Thailandia http://marcozaffignani.com/?p=672, Vietnam http://marcozaffignani.com/?p=668, Indonesia http://marcozaffignani.com/?p=666), tramite una carrellata di immagini dei luoghi e delle situazioni che più mi hanno impressionato durante i trascorsi in questa indimenticabile parte di mondo. Non è presente Papua in quanto già ampiamente mostrata qui: http://marcozaffignani.com/?p=1084http://marcozaffignani.com/?p=925http://marcozaffignani.com/?p=741.

Buona visione.


Regione di Cao Bang, Vietnam

Situata nell’estremo nord-ovest del Vietnam in prossimità del confine con la Cina, la provincia di Cao Bang (il capoluogo) lascia senza fiato; ovviamente non perché sia sommersa (solo le risaie), ben sì per la particolare e bizzarra conformazione del suo territorio, che vede contrapporsi, in uno splendido contrasto, la linearità delle onnipresenti risaie (appunto) alle forme quasi indescrivibili dei suoi monti, i quali sembrano poterci cadere addosso da un momento all’altro.

Verso le cascate Detian, Regione di Cao Bang, Vietnam del nord (2016). Il territorio è ricco di bellezze, come cascate, grotte e pittoresche zone rurali. Per gli spostamenti mi sono affidato agli avventurosi bus pubblici, che in Vietnam caricano persone fino a scoppiare e come se non bastasse fanno da “corrieri”, portando oggetti (anche grossi, come ruote d’auto) da un paese all’altro, da un civico all’altro. Probabilmente sarebbe meglio noleggiare uno scooter per esplorare con i propri tempi questa splendida area. Ricordo benissimo che durante il tragitto l’intero bus dormiva e io avevo gli occhi fuori dalle orbite per il paesaggio e il braccio fuori dal finestrino (che in questi mezzi si aprono al contrario, dal basso verso l’alto, permettendoti, volendo, di saltare fuori in corsa) con appesa la macchina fotografica per fare foto senza ostacoli.
Cascate Detian (o cascate di Ban Gioc), Vietnam del nord (2016). Queste cascate da sogno sorgono sul fiume Quây Sơn, che in questo punto determina il confine tra Vietnam e Cina. Si raggiungono con i bus pubblici che partono frequentemente da Cao Bang. E’ possibile avvicinarsi molto alla cascata tramite grosse zattere, utilizzate sia dai turisti vietnamiti che da quelli cinesi; ovviamente ognuno parte dal proprio stato!
Tempio di Ban Gioc, Vietnam del nord (2016). Situato in prossimità delle cascate (visibili a destra nella foto), questo pittoresco tempio offre una visione panoramica spettacolare della regione.

 

Le grotte del Vietnam

Oltre alle ricchezze di superficie, il Vietnam è rinomato per le sue stupefacenti grotte, tra cui spicca Son Doong, la più grande fin ora scoperta, con i suoi 7 km di lunghezza e 140 metri di altezza/larghezza in alcuni tratti. Purtroppo visitare Son Doong (tour di almeno sette giorni) è molto caro, dunque in quest capitolo dovrete accontentarvi di altre grotte, un po’ meno grandi, ma anch’esse assai spettacolari.

Grotte Nguom Ngao, Vietnam del Nord (2016). Situate nella regione di Cao Bang, non lontano dalle già citate cascate, queste grotte carsiche offrono visioni di rocce dalle forme bizzarre, tra cui enormi stalattiti e stalagmiti. Inoltre non è da sottovalutare la temperatura media interna di 20°C, che dà refrigerio rispetto al clima caldo e umido tropicale esterno.
Paradise Cave, Phong Nha-Ke Bang National Park, Vietnam centrale (2016). Di impressionante grandezza, queste grotte sono situate nello stesso Parco Nazionale che ospita le Son Doong, ma diversamente da queste sono facilmente accessibili e visitabili per buona parte della loro lunghezza tramite una passerella. Non saranno le Son Doong, ma ve le consiglio fortemente in quanto le dimensioni degli ambienti lascia a bocca aperta.
Grotta Hua Ma, Parco Nazionale di Ba Be, Vietnam del Nord (2016). Lunga 700 metri a alta 50, questa bellissima grotta piena di pipistrelli si trova nel cuore del lussureggiante Parco Nazionale dei lago di Ba Be. La si può raggiungere con un imbarcazione in quanto è attraversata da un fiume, al quale fa da “tunnel”. Quel giorno ero solo sulla barca insieme alla guida e durante la sosta in grotta lui cucinò del pesce di fiume alla griglia (posizionata su di un isolotto nella grotta) squisito.

 

Baia di Halong, Vietnam

Già citata nell’articolo riguardante la fauna del Vietnam, la Baia di Halong è una delle mete più ambite e frequentate del paese. Indipendentemente dal continuo flusso di imbarcazioni che giornalmente navigano questo mare, i vostri occhi non potranno non spalancarsi di fronte a questo spettacolo naturale unico.

Lo straordinario paesaggio a faraglioni della Baia di Halong, Vietnam del nord (2016). Fotografia scattata non lontano dall’isola di Cat Ba, la più grande delle 2000 facenti parte della Baia. Da Cat Ba partono quotidianamente imbarcazioni per la visita dell’arcipelago. Inoltre nel cuore dell’isola è presente il Cat Ba National Park, abitato da specie rarissime come il presbite dalla testa dorata. Consiglio il noleggio di uno scooter (che in Vietnam vengono consegnati scassati, dunque non bisogna preoccuparsi di doverli riportare immacolati) per visitare l’isola.

 

Parco Nazionale del Lago di Ba Be, Vietnam

Casa della grotta Hua Ma, Ba Be è un piccolo Parco Nazionale nell’estremo nord del Vietnam. Il parco prende il nome dal grande lago Ba Be, nel suo cuore, che si circonda di monti stracolmi di vegetazione tropicale. L’ambiente è poco frequentato dai turisti e lo scenario è notevole. Ba Be è raggiungibile con un lungo viaggio in bus (compreso di Karaoke no-stop a bordo) da Hanoi. Ricordo di essere stato ospite in una homestay nel perimetro del parco, dove il proprietario impazziva nel vedere su grande schermo le partite del campionato europeo di calcio. Io ovviamente ne approfittai.

Il verde travolgente del Parco Nazionale di Ba Be, Vietnam del Nord (2016). Una delle cose che più mi ha sorpreso di questo paese è la densità delle sue foreste; alberi che paiono crescere all’infinito senza i limiti posti dalle stagioni e che, abbracciandosi ai vicini, rendono la flora impenetrabile e dall’effetto gradevolmente spugnoso agli occhi.

 

Parco Nazionale Doi Intanhon, Thailandia

Con i suoi 2565 metri il Doi Intanhon è la montagna più alta della Thailandia. E’ situata a nord ovest del paese e il territorio collinare che la circonda è Parco Nazionale. Al suo interno si trovano splendide cascate, risaie terrazzate, foreste tropicali in quota, vallate scenografiche e piccoli villaggi abitati dalle tribù delle colline. Oltre a questo il parco merita la visita anche per le numerose specie di uccelli e fiori tropicali presenti, ma soprattutto per il fatto che sulla cima spesso nebulosa del Doi Intanhon le temperature in alcuni periodi dell’anno possono avvicinarsi allo zero! Quando ci andai il termometro della stazione militare in vetta segnava 13°, fatto già curioso per essere in Thailandia. Nel parco è possibile alloggiare in delle bellissime casette di legno che si affacciano sulle risaie. Per visitarlo il noleggio di uno scooter a mio avviso è obbligatorio (si può fare a Chom Thong, la cittadina appena al di fuori del parco. L’alternativa è l’autostop, ma sì è un po’ meno padroni del proprio tempo), in quanto il territorio è vasto e la lunga strada asfaltata che porta alla vetta è ovviamente in salita.

Una delle numerose cascate del Doi Intanhon National Park, Thailandia (2015).
Il paesaggio collinare visibile dalla strada che porta alla vetta del monte Doi Intanhon, Thailandia (2015).

 

Java ovest, Indonesia

Una delle grandi isole dell’Indonesia e residenza della capitale Jakarta, la sovrappopolata Java è così attraente e divertente che le schede sd delle fotocamere possono esaurirsi molto in fretta. Le sue meraviglie principali sono i vulcani ad est, ma questo capitolo è dedicato all’entroterra occidentale, cuore verde dell’isola non troppo pubblicizzato e dalle bellezze inaspettate, che solitamente si trasformano poi nei ricordi più belli.

I terrazzamenti di Cibodas, Java Ovest, Indonesia (2018). Le prime luci dorate riscaldano le spettacolari terrazze agricole alla base del Monte Pangrango, dove vengono coltivati ​​principalmente cavoli e carote. La zona è raggiungibile un viaggio interminabile in mini bus (bemo) da Jakarta, per via delle arterie stradali costantemente intasate. La soluzione è addormentarsi. Il luogo comunque è incantevole, dunque ne vale la pena.
Ai piedi del Monte Pangrango, Parco nazionale di Gunung Gede-Pangrango, Java Ovest, Indonesia (2018). Con i suoi 3019 metri il vulcano Pangrango domina l’area a sud di Jakarta e rende fertili i terreni che lo circondano. Le sue pendici sono area protetta e ospitano una foresta tropicale spettacolare, percorribile tramite solidi percorsi che in unisono portano alla cima.
Piantagioni di tè a nord di Bandung, Java ovest, Indonesia (2017). Anche qui siamo alla base di un vulcano, l’attivo Tangkubanparahu, raggiungibile con i trasporti pubblici dalla città di Bandgung.
L’incredibile tratto ferroviario Bandung-Yogyakarta, Java ovest (2017). Fotografia scattata dalla porta posteriore del vagone di coda, avvicinando il più possibile l’obiettivo al vetro per eliminare eventuali riflessi e macchie di sporcizia. Credo che una delle esperienze più belle e stimolanti di un viaggio sia quella di prendere un treno, questo per tre motivi principalmente: il primo è che si tratta di un mezzo a basso costo, dunque a bordo si trova e si incontra di tutto, il secondo è che raggiunge zone spesso spettacolari altrimenti inaccessibili ad altri mezzi, il terzo è che ci si può muovere su di esso e dunque difficilmente ci si annoia. Aggiungiamoci che nel Sud Est Asiatico ad ogni fermata salgono gli ambulanti a proporti cibo e bevande e sono quattro!

 

 

Grazie della visita, apprezzamenti, commenti e condivisioni sono graditi.

A presto con la seconda parte.

 

Testi e fotografie di Marco Zaffignani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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